1 Cosa sono e come arrivano nel piatto
Le microplastiche sono frammenti di plastica inferiori ai 5 mm. Possono essere prodotte tal quali (microplastiche primarie) oppure derivare dalla degradazione di materiali plastici più grandi (secondarie).
Negli alimenti arrivano principalmente in due modi:
- Attraverso la filiera alimentare (pesci, molluschi, crostacei, ma anche sale e miele, per citarne solo alcuni…)
- Durante la lavorazione e il confezionamento (soprattutto per alimenti industriali e in packaging in plastica).
2 Dove si trovano più spesso1
Tra gli alimenti più a rischio troviamo:
- Pesce e frutti di mare: filtrano l’acqua e accumulano microplastiche nel tratto digerente.
- Sale marino: il sale si produce per evaporazione dell’acqua di mare. Durante questo processo, tutto ciò che è presente nell’acqua marina — inclusi residui di plastica — resta nei cristalli di sale.
- Acqua potabile (soprattutto in bottiglia di plastica): le microplastiche possono finire nell’acqua in bottiglia durante il processo di imbottigliamento o con il rilascio delle particelle dalla plastica stessa (soprattutto se esposta al calore o alla luce). Inoltre, parte dell’inquinamento può derivare dalle fonti idriche di partenza.
- Miele e zucchero: questi prodotti possono essere contaminati durante la produzione, la lavorazione o il confezionamento, a causa dell’esposizione a polveri ambientali o all’utilizzo di utensili in plastica. In ambienti industriali, le microplastiche possono depositarsi anche dall’aria circostante.
Uno studio2 recente, pubblicato nel 2025 su Genomic Press, conferma la presenza significativa di microplastiche negli alimenti ultra-processati, in concentrazioni molto più elevate rispetto agli alimenti integrali.
3 Perché è un problema
Le microplastiche ingerite rappresentano un rischio3 perché possono accumularsi con effetti su diversi livelli:
- Microbiota intestinale4: le microplastiche possono alterarne la composizione, ridurre la biodiversità e favorire ceppi pro-infiammatori
- Asse intestino-cervello: uno squilibrio del microbiota può, inoltre, influenzare l’umore, l’ansia e la risposta allo stress.
- Infiammazione sistemica: l’accumulo può attivare una risposta infiammatoria cronica
- Metabolismo: può contribuire a disturbi metabolici
- Sistema endocrino e cardiovascolare: l’accumulo di microplastiche nell’organismo è stato associato a squilibri ormonali e a processi legati allo stress ossidativo, fattori che possono influenzare la salute globale dell’organismo.
4 Come possiamo proteggerci
- Limitare il consumo di alimenti molto processati o confezionati in plastica
- Preferire il consumo di acqua filtrata
- Conservare gli alimenti in contenitori di vetro o acciaio
- Consumare più fibre: aiutano l’organismo ad espellere parte delle particelle ingerite.
La plastica è ormai diventata un ingrediente invisibile della nostra dieta. Ma con scelte più consapevoli, possiamo ridurre l’esposizione e favorire un’alimentazione sostenibile, per noi e per l’ambiente.
